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Natura in viaggio

L’emozione di un safari in Italia tra i cavalli selvaggi dell’Aveto

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In Liguria, nell'entroterra del Tigullio, in un parco naturale di rara bellezza, vivono allo stato brado una cinquantina di splendidi equini, tra puledri, giumente e stalloni, che si possono avvicinare e osservare facendo del vero horse watching, sotto la guida di Paola ed Evelina, creatrici del progetto

 

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Che l’Italia sia uno dei Paesi più belli del mondo lo sa l’universo intero. Quello che però troppe persone ancora non sanno, è che in questo nostro Belpaese esistono luoghi meravigliosi e incontaminati, che vivono nell’ombra di destinazioni più note, capaci di regalare emozioni intense e indimenticabili.
Non c’è bisogno di attraversare oceani o percorrere infinite miglia in aereo per provarle: basta essere a conoscenza di queste destinazioni e viverle in prima persona.
Noi di Signoresidiventa lo facciamo spesso e anche questa volta abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria, che ci ha scaldato il cuore e fatto un gran bene all’anima.

IL PARCO DELL’AVETO

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Stiamo parlando del territorio situato nell’entroterra del Tigullio, una delle zone più belle e significative della Liguria, sulle alture tra Moneglia e Sestri Levante. Questo incredibile luogo è il Parco Dell’Aveto, un territorio protetto di circa 3.000 ettari, che interessa la Val D’Aveto, la Val Graveglia e la Valle Sturla.
La bellezza di questo incantevole luogo è determinata da una serie di caratteristiche la cui unione rende questo sito davvero unico al mondo.

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Accompagnati dall’appassionata dottoressa Evelina Isola, esperta naturalista e dottore di ricerca in Scienze della Terra che da oltre un decennio si dedica professionalmente ad attività di divulgazione scientifica e di didattica naturalista, entriamo in diretto contatto con la natura, che si presenta davanti ai nostri occhi con una visione mozzafiato.

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La dottoressa Evelina Isola che ci ha accompagnato in questa bellissima esperienza.

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Il paesaggio di alta montagna si alterna a estese faggete pascoli, praterie, e a una grande varietà di rocce e minerali, fino alle torbiere a memoria dell’ultima glaciazione risalente a 20.000 anni fa. Quest’ultime sono delle zone umide estremamente importanti per l’habitat naturale in cui la vegetazione è rigogliosa, tanto da renderne l’aspetto simile a un prato che in realtà nasconde la zona paludosa.

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Una delle torbiere del Parco dell’Aveto.

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Le orchidee selvatiche e i gigli di San Giovanni che crescono spontaneamente nel Parco.

Evelina ci spiega che nella valle si trova tutta la successione giurassica, per questo abbiamo l’impressione che camminare lungo i sentieri del parco sia come ripercorrere una storia lunga 170 milioni di anni, che parte dai fondali dell’antico oceano della Teide fino ai più recenti fenomeni dell’ultima glaciazione.

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Una delle formazioni rocciose presenti nel Parco.

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I cani da guardia Nia che presidiano le proprietà terriere.

I cavalli selvaggi dell’Aveto

La straordinarietà di questo luogo però, non è determinata solo dall’aspetto naturalistico ma anche da un fenomeno unico in Italia, che ha come protagonisti alcuni branchi di cavalli selvaggi.
Eredi di un piccolo gruppo appartenente a un fattore scomparso una ventina dì anni fa, questi meravigliosi esemplari sono sopravvissuti riproducendosi in totale libertà e adattandosi perfettamente all’ambiente che offre loro le necessarie risorse trofiche, idriche e di territorio, tanto da consentirgli la perfetta sopravvivenza senza alcun contatto con l’uomo.

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Tutto bene, direte voi. Purtroppo però non è così perché l’intolleranza umana è senza limiti e quando non mette in pericolo la vita di questi meravigliosi quadrupedi, limita la loro possibilità di trovare un giusto equilibrio con la vita rurale.

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La mancanza di conoscenza e la diffidenza della popolazione locale, timorosa che i cavalli potessero in qualche modo recare danni alle loro culture, si è manifestata attraverso un grave episodio di bracconaggio che nel 2009 ha portato alla fucilazione di due di questi meravigliosi esemplari, facendo così diventare una triste realtà quello che fino ad allora si presentava come un possibile pericolo.

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Ma per fortuna esistono le donne, che non si fermano davanti a nulla e che rendono possibile anche l’impossibile. La dottoressa Paola Marinari è una di queste: nel 2011 incontra Evelina Isola, le racconta la situazione e insieme danno vita a un innovativo, impegnativo e meraviglioso progetto.

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La dott0ressa Paola Marinari insieme a Renato, uno dei suoi bellissimi cavalli.

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La dottoressa Evelina Isola ritratta durante la nostra escursione insieme ai Cavalli selvaggi dell’Aveto.

WILD HORSEWATCHING – I Cavalli selvaggi dell’Aveto

Paola, medico innamorata dei cavalli, che cura e cavalca da che ha memoria, ed Evelina, uniscono le loro forze e le loro competenze e creano questo importante progetto che include escursioni di horsewatching per permettere alla gente comune di osservare i cavalli in natura e di essere a diretto contatto con loro. Seguendo la guida di un naturalista, ci si ritrova coinvolti in un’esperienza paragonabile a un safari, in cui si vive l’attesa dell’incontro percorrendo i sentieri del Parco.

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Partiamo insieme a Evelina alla ricerca dei cavalli e da subito la sensazione è quella di essere loro ospiti. Siamo a casa loro, e lo straordinario paesaggio che ci accoglie ci fa sentire parte integrante e per questo ancora più rispettosi del luogo. Il parco è grande e non ci è dato sapere dove siano i cavalli che si muovono in branco e che vivono liberi in questo territorio, spostandosi a seconda del tempo e delle loro esigenze di sopravvivenza.

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Ci guardiamo continuamente intorno e osserviamo le deiezioni lungo la strada per capire da quanto tempo sono state deposte e avere così una traccia sul percorso effettuato dai cavalli. Ci fermiamo e scrutiamo la boscaglia, i faggeti e i prati circostanti. Proseguiamo lungo il sentiero osservando la natura che sempre di più ci fa sentire accolti e all’improvviso… eccoli! I cavalli sono lì, di fronte a noi. L’emozione è fortissima, commovente e intensa. Rimaniamo senza parole: nessuno di noi riesce a parlare, per paura di disturbarli e per ammirarli con ancora più rispetto e concentrazione.

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Ascoltiamo le indicazioni di Evelina che ci dice di seguirli stando accucciati e l’emozione sale, non solo perché i cavalli non mostrano alcun fastidio nell’averci intorno ma si lasciano avvicinare come se anche noi facessimo parte del branco.

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Nove bellissimi esemplari
di cavalli selvaggi dal mantello bajo si muovono perfettamente a loro agio davanti ai nostri occhi: due puledri e sette adulti, tra cui un unico stallone dal mantello morello e alcune giumente gravide, pronte a contribuire alla vita di nuove generazioni.

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Lo stallone del branco che abbiamo incontrato.

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Rimaniamo stupefatti dalla lucentezza del manto, che Evelina ci spiega essere la conseguenza del fatto che questi cavalli si nutrono prevalentemente di bacche di rosa canina, ricche di vitamina C e di foglie di faggio, che contengono in elevata quantità una sostanza da cui viene estratto il creosoto, un antiparassitario naturale. Inoltre, le rocce che compongono il territorio arricchiscono l’acqua di ferro e magnesio, elementi importantissimi che contribuiscono a rendere il manto sano e lucido.

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Continuiamo a guardare estasiati questi meravigliosi animali, ci avviciniamo ai puledri che si godono distesi sul prato il calore del sole ed Evelina ci spiega che il loro comportamento in natura è comparabile a quello dei cavalli Mustang delle praterie americane e a quello dei cavalli di Przewalski della Mongolia. Proprio come loro, infatti, anche i cavalli selvaggi dell’Aveto si autogestiscono durante tutte le stagioni, rappresentando così una risorsa unica in Italia anche per quanto riguarda il rapporto con l’ambiente e la conservazione dell’habitat.

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Lo scopo del progetto

Quando chiediamo a Evelina quanti sono in totale gli esemplari che compongono i branchi, ci risponde che non è in grado di darci una risposta precisa. Dovrebbero essere una cinquantina in tutto, ma per averne la certezza è fondamentale eseguire con costanza e metodo delle operazioni di censimento e monitoraggio su basi scientifiche che comportano dei costi impossibili da affrontare solo con forze economiche private.
Patrocinato dal Ministero della Salute e in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Ambiente e della Vita dell’Università di Genova, il progetto ha come motivazione di fondo la tutela e il benessere dei cavalli e la loro conservazione nel rispetto degli equilibri naturali, ecologici e della vita rurale, oltre che la valorizzazione del territorio in cui vivono.

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Ecco dunque che l’attività di horsewatching diventa un elemento fondamentale per raccogliere i fondi da investire in questo ammirevole e importante progetto, che non ha solo lo scopo di far conoscere questa realtà e di preservare la presenza dei branchi sul territorio oltre che proteggerli dal bracconaggio, ma anche quello di studiare il cavallo come animale “selvatico” e non con finalità applicative al lavoro con l’uomo.

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Insieme alle escursioni di Horsewatching che rappresentano parte dell’introito necessario per attuare il monitoraggio e il censimento dei cavalli, così da poter avere sempre sotto controllo la situazione e impedire che i bracconieri commettano altri delitti, esiste un negozio on line dove acquistare il merchandising di  wild horsewatching il cui ricavato è destinato interamente al finanziamento del progetto.
Lo scopo di tutto questo è quello di salvaguardare e mettere in sicurezza questi meravigliosi animali da quello che dovrebbe essere l’esempio dell’evoluzione della specie ma che, purtroppo spesso, dimostra non solo di non essersi affatto evoluto, ma di essere regredito ai tempi dell’età pietra.

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Sta anche a noi signore dimostrare che non è così. Per questo vi consigliamo di vivere questa meravigliosa esperienza che vi lascerà dentro sentimenti, sensazioni e riflessioni importanti su quanto la natura e il mondo animale meriti amore, ammirazione e rispetto.

 Image Credits: Antonio Stella per Signoresidiventa (All right reserved)

Info e contatti:
Sito internet: http://wildhorsewatching.webstarts.com/index.html
Facebook:
https://www.facebook.com/icavalliselvaggidellaveto/
Instagram: @icavalliselvaggidellaveto

Evelina Isola: Escursioni e comunicazione scientifica – Tel. 347 3819395
Paola Marinari:
Pubbliche relazioni – Tel. 335 1256403

 

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