Ambrosiana Viaggi
In viaggio da sola

Signore, agosto è il mese ideale per viaggiare da sole senza… lui

di  | 
Si chiamano "solo female traveller" e sono le donne, sempre più numerose, che partono per le vacanze lasciando a casa fidanzati e mariti. Lo fanno per spirito di libertà e perché muoversi con un uomo a volte è... stressante

 

Vengono chiamate solo female traveller e in Italia ne sono state censite nell’ultimo anno ben 517 mila: sono le donne di ogni età che decidono di affrontare un viaggio in solitudine, e non necessariamente per la mancanza di un partner, visto che il 47,8% di loro parte lasciando a casa un compagno. Si tratta del piacere di scoprire un lato di sé sconosciuto, quello appunto della viaggiatrice in solitario, o single. E non bisogna pensare che questo bisogno di andare alla scoperta del mondo senza condividere l’esperienza con nessuno sia una prerogativa delle giovani. Anzi, è piuttosto vero il contrario perché la maggior parte di loro appartiene alla fascia d’età compresa tra i 35 e i 55 anni.

Proprio a loro un recente sondaggio effettuato dal Corriere della Sera ha chiesto che cosa le spinge a fare le valigie e ad andarsene senza nessuno che le accompagni. E le risposte più ricorrenti sono state: “per fare scelte autonome” (12% delle interpellate), “per accrescere l’autostima” (10,8%), “per ritrovare tempo per sé” (9,7%), “per non dover dare spiegazioni a nessuno” (7,3%), “per lasciarsi andare in libertà” (7%), “per essere indipendenti dai legami” (6,5%) e “per sfidare le mie capacità” (5,9%).
Dunque, le fifty solo female traveller partono anche per trovare quella libertà e quell’indipendenza di pensiero e movimento che in fondo è una conquista della loro generazione. E ribadiscono questa ricerca sia attraverso dichiarazioni programnatiche (“In futuro sarò sempre più felice se potrò viaggiare ancora di più”), sia incrementando il loro numero che nel 2018, secondo le previsioni, salirà dell’11% portandole a quota 517 mila.

Va anche precisato che sulla totalità dei viaggiatori single le donne sono il 62,6% e gli uomini il 37,4%, a riprova di un’esigenza soprattutto femminile. Anche perché alle spalle delle donne ci sono secoli di spostamenti solo al seguito degli uomini, guidate da loro spesso in località che non avevano scelto, sia che si trattasse di necessità lavorative del compagno, sia quando si andava in vacanza.
L’unica eccezione per tanti secoli è stata il pellegrinaggio in luoghi di culto. Come scrive la professoressa Marcella Schmidt di Friedberg, specializzata in geografia culturale, nel suo saggio Turismo al maschile, turismo al femminile, edito da Cedam, “Fin dall’antichità, nell’ambito delle più diverse culture, anche nel chiuso delle società patriarcali, il pellegrinaggio ha offerto spesso un’opportunità di viaggio unica per le donne: dall’antica Grecia al mondo islamico, dalla Cina al Giappone, troviamo mete a loro riservate: sono santuari consacrati a divinità femminili, luoghi di culto dedicati alla nascita, alla maternità, alla salute, agli amori, ai desideri delle donne”.
Le quali ora finalmente hanno capito che il mondo non si ferma alla propria comfort  zone. Dunque, signore, che cosa aspettate? Preparate la valigia e partite. In splendida solitudine…

Condivisioni 245

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *