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Contrappunti di viaggio

Una Puglia che ti lascia senza fiato: ecco la Terra delle Gravine

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Viene chiamata "Arizona d'Italia": un paesaggio naturale composto da 60 canyon ricchi di flora, fauna e insediamenti rupestri che si affacciano sul Golfo di Taranto. Si parte da Statte e si finisce inevitabilmente... a tavola

Se per la maggior parte di noi fare un viaggio in Arizona è solo un bel sogno a occhi aperti, sappiate che è possibile compiere questa esperienza senza spostarsi dal nostro Paese. Il viaggio che vi invitiamo a compiere oggi insieme a noi, vi porta in Puglia, nella Terra delle Gravine, un paesaggio naturale mozzafiato composto da 60 canyon suddivisi in due semicerchi che si affacciano sul Golfo di Taranto, ricchi di flora, fauna, e insediamenti rupestri, con reperti di inestimabile valore che le hanno appunto valso l’appellativo di Arizona d’Italia.


Che la Puglia sia stata decretata come la più bella regione del mondo lo ha affermato il National Geografic assegnandole il premio di Best Value Destination, un riconoscimento a livello mondiale che conferma ancora una volta la bellezza del nostro Paese. E noi non possiamo che essere d’accordo, perché la Puglia offre una varietà di paesaggi, storia e tradizioni che permettono esperienze di viaggio straordinarie, uniche e ricche di fascino. Proprio come questo tra le gravine, incisioni erosive profonde anche più di 100 metri, scavate dalle acque meteoriche nella roccia calcarea. Vi porteremo a immergervi nella storia più antica, a esplorare luoghi nascosti nel sottoterra e ad assaporare i profumi e i sapori di un territorio che vi conquisterà, proprio come ha conquistato noi.
Cominciamo il nostro viaggio partendo da Statte. Il territorio di quello che è il più giovane comune della provincia di Taranto, è solcato da numerose gravine, le principali delle quali sono quelle di Leucaspide (a ovest dell’abitato e nei pressi dell’omonima masseria) e di Mazzaracchio (a sud-est dell’abitato, ai confini della masseria Todisco).
Inserito nel Territorio delle 100 Masserie , attorno a questo borgo di circa 14mila abitanti, si sviluppano aree di incontaminata bellezza, ricche di testimonianze storiche e naturalistiche che mettono in risalto l’importanza del passato e delle tradizioni culturali e gastronomiche. La prima che vi raccontiamo parte dalla visita di un luogo magico, dove il fascino del passato si fonde con la realtà del presente.

IL FRANTOIO IPOGEO


Tra le vigne e gli ulivi
di una grande tenuta agricola, scorgiamo un struttura in pietra con una semplice finestratura che dall’esterno appare piuttosto anonima, fino a quando, insieme agli speleologi che ci accompagnano, non ci avviciniamo al portale di accesso: una scalinata che ci porta sotto terra e ci fa così entrare in uno dei frantoi ipogei più belli di questa regione. La vista ci lascia senza fiato: totalmente scavato nella terra, questo luogo ha mantenuto tutte le caratteristiche originali composte dai silos sotterranei scavati nella roccia, dove venivano conservate le olive, e dalle due grandi macine di pietra, trainate dagli animali che all’interno del frantoio avevano le loro stalle. La produzione dell’olio di oliva pugliese è tra le più vendute e apprezzate nel mondo e la natura ipogeica di questa struttura rappresenta l’ideale per mantenere la temperatura costante necessaria per la creazione dell’olio. Inizialmente usato solo come lampante, l’olio d’oliva venne poi mischiato alle erbe officinali per ottenere unguenti medicali, fino ad arrivare nei primi del ‘900 a essere considerato commestibile e quindi utilizzato da un punto di vista culinario.

MASSERIA TODISCO

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Punto di partenza della Gravina di Mazzaracchio, questa antica masseria non potrà che affascinarvi: strutturata con un corpo principale del XVI secolo, nel 1800 viene ampliata con le tipiche architetture dell’epoca, fatte di merletti e garitte. Con un frantoio adiacente, gli alloggi esterni per gli operai e le cucine, questa struttura è la classica masseria a corte chiusa, in cui sono presenti un’aia e una piccola chiesa interna. Immersa in ettari di terreno di ulivi selvatici e di alberi di carrube, la sua posizione sovrasta la piccola Gravina di Mazzaracchio dove ancora sono ben visibili le grotte abitate fino in tempi piuttosto recenti. Deve il suo nome a quello del proprietario, che nel 1600 la acquistò e che per un vezzo dialettale trasformò il suo cognome Tedesco in Todisco.

DOLMEN DI SAN GIOVANNI

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In un’area inserita nel mezzo di alcune bellissime masserie, nel sottobosco poco distante dalla gravina, sorge uno dei reperti archeologici più straordinari della Puglia, che ci fa fare un salto nel II millennio a.C. Il grande monumento sepolcrale si presenta a noi con tutta la sua imponenza di tomba preistorica, composta da una galleria che serviva per deporre la salma, formata da due grossi massi sovrastati da un grande lastrone orizzontale: sembra impossibile che dal neolitico sia arrivata integra fino ai nostri tempi. Questo Dolmen fu reso pubblico nel 1887 dalla viaggiatrice inglese Janet Ross, che, affascinata dai luoghi e dalla cultura del territorio, ne diede per prima notizia. E’ indubbiamente uno degli esempi più importanti di arte sepolcrale perché, anche se sprovvisto della Specchia, il cumulo di pietre posto sul lastrone superiore per rendere il sepolcro visibile anche da lontano, si è calcolato che il suo diametro fosse addirittura di oltre 20 metri.

MASSERIA LEUCASPIDE

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Ai piedi della gravina dall’omonimo nome, storia e leggenda si fondono in scenari di struggente bellezza. Nata nel 1500 come masseria agricola e strutturata in varie costruzioni, nel 1800 il corpo centrale venne trasformato in residenza storica destinata a ospitare importanti personaggi dell’epoca. Dal suo eccezionale agrumeto sono stati prodotti i frutti che hanno imbandito le tavole di tutti i regnanti europei e per mantenere la tradizione dei banchetti e dei ricevimenti, la struttura viene a tuttora adibita alla celebrazione di importanti eventi. Così, se come noi avrete la fortuna di vistarla durante uno di essi, vi sembrerà di essere nel bel mezzo di un film di Checco Zalone.

ACQUEDOTTO ROMANO DEL TRIGLIO

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La visita al complesso e monumentale acquedotto romano costruito tra la fine del I  secolo a.C. e il I secolo d.C. è un’esperienza di cui non potete privarvi. Uno dei più imponenti complessi idrici d’Italia è infatti per alcuni tratti ancora visitabile. Noi ci siamo stati e vi assicuriamo che ne vale davvero la pena. Gli spazi sono angusti e il tunnel sotterraneo è davvero molto stretto, ma, se non soffrite di claustrofobia e fisicamente non siete troppo robusti, non rinunciate a vivere questa avventura. Accompagnati dagli speleologi che vi forniranno tutta l’attrezzatura per non bagnarvi, vi calerete nel pozzetto di aerazione di una delle torrette di tufo che emergono in corrispondenza della zona sotterranea e vivrete così l’emozione di camminare tra gli archi disseminati di fossili di questa incredibile costruzione, che attraversa il comune di Statte e si estende per oltre 8 chilometri.

PROCESSIONE DI SAN MICHELE IN TRIGLIE

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Non si può andare in Puglia senza assistere almeno una volta a una delle sue tradizioni tipiche. Le processioni religiose fanno infatti parte delle usanze di questa magnifica terra e, oltre a essere un momento di grande coinvolgimento emotivo che prevede la partecipazione del popolo e delle figure amministrative, è anche un evento dal fascino antico e popolare in cui magnifiche statue di cartapesta vengono portate a spalla lungo il percorso. Le tipiche luminarie adornano il sagrato della chiesa e la banda accompagna il cammino dei fedeli. Noi abbiamo assistito alla solenne processione di San Michele in Triglie, protettore dei campi. Partendo dalla chiesa a lui dedicata, abbiamo percorso le strade rurali della campagna per arrivare fino alla parte più alta del colle dove è stata impartita la benedizione dei campi, a cui è seguita un messa solenne durante la qualei fedeli hanno manifestato la propria devozione al Santo.

MOTTOLA

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L’ultima tappa del nostro viaggio ci porta in luogo in cui l’eccezionale patrimonio storico, architettonico e artistico è rappresentato dal fascino del centro storico medioevale e dagli insediamenti rupestri della stessa epoca, che sono valsi a questo splendido borgo il soprannome di “Terra delle grotte di Dio”. Situata sull’ultima collina delle Murge, Mottola e definita per questo motivo “La spia dello Ionio”, viene considerata come una delle massime espressioni del Medioevo rupestre. E, visitando gli splendidi esempi di chiese rupestri del luogo, emblematiche rappresentazioni delle “Grotte di Dio”, proverete anche un grande senso di raccoglimento.

CHIESA RUPESTRE DI SAN NICOLA

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Definita dagli studiosi “Cappella Sistina delle chiese rupestri nel Mezzogiorno”, questa splendida chiesa è un santuario ipogeo che risale seconda metà dell’anno 1000 e rappresenta il classico esempio di culto della civiltà rupestre con un’impostazione tipica delle chiese bizantine all’interno della quale sono presenti numerosi affreschi ancora perfettamente conservati e alcune incisioni rupestri. Consacrata 10 anni fa da un prete ortodosso, a dicembre e a maggio la chiesa è meta dei pellegrini russi che vengono a celebrare qui le loro funzioni.

CRIPTA DI SAN GREGORIO

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Collocata all’interno dell’insediamento rupestre più vicino al centro di Mottola e risalente probabilmente al IX-X secolo, ha una struttura di tipo basilicale e, benché presenti meno affreschi rispetto alla chiesa di San Nicola, è più curata nei particolari architettonici che si evidenziano nelle tre navate, nei tre absidi semicircolari a fondo concavo e nella riproduzione lignea della soffittatura.

ENOGASTRONOMIA

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E non potevamo concludere questo nostro viaggio senza consigliarvi dell’ottimo vino e dell’ottimo cibo che questa terra straordinaria offre con fascino e generosità. I vini Petracavallo dell’Azienda agricola D’Onghia sono una vera delizia per il palato. Ricavati da viti a spalliera di uve autoctone di Primitivo, Negroamaro e Fiano, sono tutti prodotti nel pieno rispetto della tradizione, della natura e dell’ambiente, al fine di lasciare invariato il gusto, il profumo e il colore del vino.
Per gustare i sapori del territorio a Mottola vi consigliamo il Il rifugio dei Vip, un locale molto suggestivo nel centro storico in cui potrete deliziarvi con i numerosi antipasti e le famose orecchiette “Monte bianco” così chiamate perché interamente ricoperte di uno spesso strato di cacioricotta grattuggiato.
Facendo poi una deviazione da questo percorso di viaggio, spostatevi a Grottaglie, regno della ceramica pugliese (di cui vi parleremo ampiamente nel prossimo articolo) e fate una sosta culinaria al Ristorante l’Etoile , locale molto curato, dall’ottima accoglienza, che offre un menù raffinato ed esclusivo nel totale rispetto delle tradizioni gastronomiche locali e una grande qualità di prodotti ittici. Gli antipasti sono ricercati e sfiziosi e l’originale accostamento di sapori e di colori esalta il gusto delle pietanze. Lasciatevi consigliare dalla splendida padrona di casa e dal suo chef e non perdetevi le loro fritture, tra le più digeribili e gustose che abbiamo mai assaggiato.

Image credits: Daniela Basilico

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